
Assente sugli scaffali delle librerie, lontana dai riflettori, allergica a qualsivoglia Premio Strega o simili, c’ è un editoria innovativa, sperimentale, che grazie alle tecnologie, Web in primis, ha saputo dare vita a nuove forme della produzione cognitiva riconcependone tutte le fasi, dalla scrittura alla pubblicazione, consentendo l’ espressione di una diversa cultura del sapere non solo nelle parole ma anche nei fatti.
Inizialmente nato come fenomeno di nicchia, il fenomeno della scrittura collaborativa si è reso noto al grande pubblico grazie a collettivi come Kai Zen o Wu Ming, che ispirandosi alla teoria informatica dell’ “open source” hanno esportato nel mondo dell’ editoria quel concetto di cultura come patrimonio comune, smontando l’ idea del “genio individuale” e consentendo talvolta la partecipazione dei lettori nella stesura o nell’ ampliamento di un testo, talvolta permettendone la rielaborazione sottoforma di opere artistiche o teatrali.
Anch’ esse nate nel mondo del software e poi esportate in altri campi, le licenze Copyleft sono caratteristiche necessarie in questo tipo di produzione letteraria, le cui opere sono gratuitamente scaricabili dai siti degli autori e condivisibili interamente seppur non a scopi di lucro, affinchè come nella migliore filosofia ciò che è stato prodotto da tutti resti proprietà di tutti.
Altrettanto interessanti ed espressione di una radicata cultura underground, sono tre libri usciti recentemente sui quali oggi portiamo l’ attenzione, tutti partoriti da un lavoro collettivo da attivisti vicini alla cultura hacker e al mondo degli hacklabs fin dai loro esordi.
Ormai idealizzato nell’ opinione comune come Paradiso “Terrestre” delle libertà individuali, il Web viene mostrato da questi autori nella sua natura più materiale, fatta di rapporti di forza e di lavoro reali caratterizzanti uno dei luoghi di produzione più controversi dei nostri giorni.
Considerare un qualunque motore di ricerca o l’ ultimo programma di messagistica nella sua essenza di azienda al pari di Nike o Coca Cola; smascherare, per dirla in termini marxiani, il “carattere feticcio della merce digitale”, dietro al quale si nascondono i rapporti sociali determinati fra gli uomini stessi; approcciarsi all’ idea che la lotta per i diritti individuali presto dovrà fare i conti con l’ HTML per evitare di essere tutti un domani catapultati in uno scenario orwelliano.
Questi, in sostanza, sono i messaggi che riceviamo in queste opere, apprendendo che la politica si può nascondere anche tra i grovigli di cavi ethernet, su uno schermo touchscreen o tra le pagine di un social network.
Ippolita, già autori di “Luci e ombre di Google”; Autistici/Inventati, che forniscono svariati servizi web nel rispetto dell’ anonimato, e Nessun Grande Nemico, quattro cyber-attivisti tra cui Ferry Bite, fondatore della storica mailing list Cyber-Rights, ci offrono i mezzi e le conoscenze per approcciarci alle tecnologie in un modo critico, consapevole, e dal quale molto spesso è difficile tornare indietro.
“Nell’ acquario di Facebook”, Ippolita
Quasi giunto al miliardo di utenti, il celeberrimo social network rischia di diventare un vero e proprio “buco nero” del Web, fonte inesauribile di qualsivoglia servizio e detentore di un ineguagliabile monopolio dei dati personali.
E’ partendo da queste riflessioni che Ippolita sviluppa Nell’acquario di Facebook – La resistibile ascesa dell’anarco-capitalismo, un pamphlet caratterizzato da una forte posizione anticapitalistica, che tenta di comprendere il ruolo dell’ individuo-utente nella virtuale comunità della Rete.
Nella prima parte il testo analizza i processi psicologici suscitati in un social network, criticando i comportamenti narcisistici, di omologazione e di appiattimento comportamentale che portano alla disgregazione della complessità multiforme dell’ individuo.

Successivamente il libro prende in esame il cosiddetto anarcocapitalismo, pensiero politico difficilmente catalogabile che adotta il concetto di libertà individuale come mezzo ultimo da raggiungere grazie all’ utilizzo della tecnologia ed in una società deliberatamente capitalistica. Accanto a questa corrente vengono studiati grandi fenomeni sociali avutisi grazie allo sviluppo del Web, dal Partito Pirata a Wikileaks alla cultura Hacker.
Concludendo nello smarrimento classico della lotta al capitalismo, il testo non ha la pretesa di essere la guida pratica ad ogni problema, ma come ottimo risultato ha quello di portare la consapevolezza a riflettere laddove prima non aveva neanche volto lo sguardo.
Si può leggere sul sito http://www.ippolita.net o acquistare in formato ePUB o pdf a 5 euro.
+Kaos, Collettivo Autistici/Inventati
Dopo 10 anni dalla nascita del collettivo hacker, un libro che vuole raccontare un’ avventura unica nel mondo digitale, narrati da attivisti in persona, con le loro speranze e le grandi difficoltà che l’ attività politica comporta.
Il collettivo A/I nasce nel 2001 con l’obiettivo di creare un server autogestito e fornire gratuitamente servizi web nel rispetto dell’anonimato e della privacy. Oltre ad un servizio email e una piattaforma per blogging (Noblogs), A/I ha costruito una rete di server collocati in diversi paesi del mondo che offre a diverse migliaia di utenti gli strumenti per una navigazione consapevole, che tutela la loro libertà di informazione e comunicazione.
Accanto alle grandi conquiste non manca la narrazione di vicende più spiacevoli, dal sequestro del server di Aruba alle peripezie giudiziare che hanno visto coinvolti Trenitalia, il Vaticano e l’ ineffabile polizia norvegese. Insomma,un’ avventura tutta da scoprire!

Da apprezzare particolarmente è anche la capacità del libro di coniugare la storia dell’ hacking italiano degli ultimi anni con avennimenti politici di rilevanza internazionale accanto alle vicende di movimento, attribuendo così al cyber-attivismo quel forte connotato politico che l’ ha sempre contraddistinto, dai centri sociali in cui nacquero le prime BBS, all’ utilizzo dei sistemi informatici per la diffusione di notizie durante le mobilitazioni di inizio millennio e con la sua importante presenza a quell’ “appuntamento con la Storia” che fu Genova.
Con uno sguardo al passato e uno sull’ imminente futuro, +kaos sa destare curiosità e ammirazione per un mondo prima del tutto sconosciuto.
Scaricabile gratuitamente in vari formati dal sito di Autistici o acquistabile in versione cartacea a 14 euro.
Mela Marcia, Nessun Grande Nemico
Divenuto nemesi per eccellenza del “cyber-boycott-boy” di turno, Apple è un simbolo del capitalismo digitale, accompagnato da un influenza sulle giovani generazione difficilmente imitabile da altre compagnie.
Ripercorrendo la storia della multinazionale di Steve Jobs, Mela Marcia tenta di spiegare come si è potuto costruire quell’ immenso regno economico e dottrinale che ha reso Apple uno dei loghi più ammirati e Jobs uno dei businessman più idolatrati (e controverso) di sempre.
Come si è dimostrato al seguito della morte di Jobs o come è facile constatare all’ apertura di ogni nuovo Apple-Store, la Grande Mela è stata capace di diffondere un proprio prodotto sfruttando controculture e miti giovanili confluite in quello che Mirella Castigli chiama un “fondamentalismo tecnofilo”, devozione incondizionata per il dio Capitalismo.

Partendo da queste critiche il testo ricorda aspetti molto più pratici della produzione appleiana, che nelle fabbriche cinesi di Foxconn conduce l’ assemblamento di iPhone e iTouch, dove le infernali condizioni di lavoro hanno portato più di una volta gli operai a suicidi di protesta. Nello stabilimento in questione, vale la pena ricordare, operano anche altre case produttrici di softare, tra cui Amazon e Microsoft, motivo per cui, come ricorda il nome del collettivo NGN, non è identificando una singola o poche multinazionali su cui accanirsi che si può condurre una lotta efficace allo sfruttamento di uomini e risorse caratteristico del sistema capitalistico.
Come puntualizza Ferry Byte sul blog sempre aggiornato Mela Marcia:
“Il libro Mela marcia non è infatti un libro contro Apple, ma sul lato oscuro del business, in nome del quale sono progettati improbabili e ostinati piani di conquista del mondo (digitale).”
Conquista tanto difficile da arrestare, tanto difficile è non diventarne parte integrante.
Disponibile sul blog http://melamarcia.nessungrandenemico.org o distribuito da Agenzia X per 10 euro.



