Questo breve articolo nasce dalla chiara intenzione di spiegare a tutte/i un semplice concetto la cui ovvietà è superata solo dallo stupore incontrato nel vedere ancora qualcuno che è pronto a metterlo in discussione.
A chi non è mai successo, soprattutto vivendo le discussioni politiche degli ultimi anni, di trovarsi a far valere le ragioni dell’ antifascismo e venire da altri accusati di intolleranza e mancanza di rispetto alla libertà di parola?
Ogniqualvolta la violenza razzista e xenofoba si fa sentire, lasciandoci talvolta il morto come nel caso fiorentino di Sambp e Diop, i movimenti ma ancora di più la collettività chiedono a gran voce la chiusura forzata di ogni covo fascista ancora in circolazione, intolleranti verso la presenza di vecchie ideologie che solo possono portare infelicità. Ma a chi chiede la demolizione di queste organizzazioni, talvolta si oppone proprio chi si fa paladino della libertà di espressione, asserendo che in nome di questa sia legittimo aprire la discussione con qualunque ideologia, anche di matrice razzista, perchè la libertà di parola non si nega a nessuno, mostrando così un apparente incoerenza tra i principi democratici e le pratiche dell’ antifascismo.
E rischiando di passare a mia volta per censore, mi trovo totalmente in disaccordo con questo punto di vista. Continue reading
Category Archives: Pipponi
Scavare buche nelle montagne per uscire dalla crisi. Di Keynes, CGIL e #notav
L’ economista britannico John Maynard Keynes diceva che, in periodo di crisi, lo Stato dovrebbe pagare i disoccupati per scavare una gigantesca buca nel terreno e per poi riempirla. In questo modo i lavoratori avrebbero un salario e potrebbero spendere, si creerebbe dunque un commercio attorno alla buca ed infine l’economia potrebbe risollevarsi.
E dobbiamo ammettere che sarebbe stato difficile prendere più alla lettera questo consiglio di quanto ha saputo fare Susanna Camusso, che in una sua recente dichiarazione ha espresso la simpatia del sindacato rispetto il progetto TAV. Continue reading
Gli “Uroboro” del capitalismo: gli esempi di McDonald’s ed Ecosia
L’ Uroboro, detto anche Oroboro o Uroboros, è un antico simbolo utilizzato nell’ alchimia e nell’ ermetismo, raffigurante un serpente che si morde la coda, ricreandosi continuamente in uno strano anello, formando così un cerchio.
L’ Uroboro rappresenta la natura ciclica delle cose, l’ eterno ritorno della vita e della morte, e tutto ciò che trova il proprio inizio dopo aver raggiunto la propria (apparente) fine.
E’ vagabondando per il sconfinato mondo del web (e su segnalazione di un amica ecologista) che pochi giorni fa mi sono imbattuto in Ecosia, il motore di ricerca che si autodefinisce “ecologico”. Continue reading
“Pianeta Hacker”: lavoro, proprietà e saperi nell’ etica del Cyberspazio
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Forse non tutti siamo consapevoli dello straordinario mutamento che ha portato nella società quell’ invenzione che è il Web.
Per quanto si siano impegnati tanti scrittori di fantascienza nel prevedere viaggi nel tempo entro cento anni o mutamenti genetici avvenire in millenni, nessuno è mai arrivato ad ipotizzare la creazione di un intero mondo alternativo nel giro di cinquant’ anni.
Su Internet possiamo acquistare, vendere, leggere, pubblicare scritti, divulgare notizie, fare “conoscenze”: ormai la rete permette di svolgere quasi ogni attività che si potrebbe svolgere nel mondo reale, seppur con metodi e regole differenti; e in un contesto simile, tanto vicino alla realtà, è inevitabile che si riproducano anche le dinamiche sociali a cui siamo sempre stati abituati.
Ogni volta che veniamo bombardati da sponsor invasivi o ci troviamo a stipulare lunghi contratti di venti pagine con un semplice click capiamo che la macchina dell’ economia riappare sotto nuove vesti, truccata da innovazione, per riproporre in realtà le stesse logiche invasive che silenziosamente minano il libero utilizzo di ogni mezzo di informazione: ben note sono le criticità rivolte contro gli universi Microsoft e Apple, che hanno monopolizzato il mercato software e hardware imponendo la propria produzione anche grazie alla volontaria incompatibilità dei prodotti con quelli derivanti dal software libero. Continue reading
Perchè la pirateria NON è un furto
Ruberesti mai un auto? NO!
Ruberesti mai una borsa? NO!
Ruberesti mai un CD? NO!
Scaricheresti mai un libro? Eccome!
Prima di tutto occorre fare una distinzione: recentemente i fatti di Megaupload hanno riportato l’ attenzione pubblica sulle tematiche del copyright, della pirateria e dello streaming, sollevando le critiche di chi non accetta che il web diventi mezzo di profitti illeciti. Continue reading
