Boicottaggio in Bolivia: McDonald’s chiude i battenti

Viene dal Sudamerica la notizia che fa tremare le gambe al colosso del fast food: in Bolivia, dopo 14 anni, McDonald’s chiude.
A causa della scarsissima affluenza che risentiva in questi ultimi tempi, anche gli otto ristoranti che erano aperti nelle grandi città di La Paz, Cochabamba e Santa Cruz hanno chiuso i battenti.
A nulla sono servite le massive campagne pubblicitarie contro il rifiuto da parte del popolo boliviano ad acquistare ancora prodotti alimentari nocivi per la salute e per la società.

Tante sono le accuse rivolte alla famosa multinazionale, a partire dai problemi salutari causati dall’ uso di grassi insaturi nelle fritture, per i quali la Corte Suprema della California ha condannato McDonald’s a pagare una multa di 8.5 milioni di dollari.
Un’inchiesta di Greenpeace, “Contrabbandare gli OGM di nascosto”, ha rivelato anche l’ utilizzo di Organismi Modificati Geneticamente (OGM) nei McNugget’s, e che farebbero risalire ai laboratori della famigerata Monsanto USA.
Sempre secondo Greenpeace, la catena è coinvolta nella distruzione delle foreste pluviali dell’ Amazzonia, dove viene condotto illegalmente un mercato oligopolistico della soia, destinata agli allevamenti europei.
“McDonald’s sta distruggendo l’Amazzonia per vendere carne a basso prezzo” – dichiara Gavin Edwards, responsabile di Campagna Foreste: “Ogni volta che qualcuno mangia un Chicken McNugget potrebbe mordere un pezzetto di Amazzonia. Supermercati e giganti della ristorazione, come Mc Donald’s, devono assicurarsi che i rispettivi prodotti non siano coinvolti nella distruzione della foresta amazzonica e nelle violazioni dei diritti umani”.
Ed è anche di violazione dei diritti umani che deve rispondere McDonald’s in Vietnam, dove alla “Keyhinge Toys” di Da Nang City si lavora 9 o 10 ore al giorno dal Lunedì alla Domenica per fabbricare i giocattoli che vengono distribuiti negli “Happy Meals”.
Nella denuncia del National Labour Committee, associazione americana per i diritti dei lavoratori, si parla di paga sotto il minimo salariale, condizioni di lavoro pietose e 220 operaie rimaste intossicate dall’ acetone.
Questa sostanza, utilizzata nel reparto verniciatura, assunta in grandi quantità può alterare il ciclo mestruale delle donne, causare nausea e portare anche alla morte.
Migliori ma comunque preoccupanti sono anche le condizioni di lavoro di tanti commessi e commesse che si trovano chiusi in ristoranti di tutto il Mondo a lavorare in orari inacettabili e contratti di lavoro a breve termine.
Infine, last but not least, McDonald’s è il classico esempio dell’ imperialismo economico che porta alla distruzione delle attività locali, monopolizza le regole di mercato e origina colossi economici capaci di influire sulle sfere politiche delle comunità locali (come nel caso della Coca Cola in Colombia).

Ed è proprio il senso di riappropriazione che ha spinto la popolazione boliviana a rinunciare ai sandwich infarciti di clandestinità preferendo “las empanadas”, pane locale di farina o mais con ripieno dentro.
Nel video-documentario “Perchè McDonald’s ha fallito in Bolivia” sociologi, cuochi e nutrizionisti concordano sul fatto che il rifiuto boliviano non è causato dal gusto del cibo, ma da problematiche sollevate in merito al contesto globale.
Una risposta dunque chiara e netta contro le logiche del “fast food” e del McColonialismo, e forse una risposta da prendere subito come esempio quando “fast” è soltanto la velocità con cui questo Mondo sta andando verso il baratro.

7 thoughts on “Boicottaggio in Bolivia: McDonald’s chiude i battenti

  1. Questa è un’ottima cosa. Bene, devo dirti che i boliviani mi piacciono sempre di più :)
    Vado a condividere anche questo, sempre che non sia un problema…e come sempre citando la fonte.

    Un abbraccio ed un augurio di Buone Feste.
    Namastè

  2. Mah, devo dire che mi sembra una sciocchezza. A La Paz ci sono decine di Fast Food dei tipi piú diversi, dal pollo all’hamburguesa, tutti piuttosto pieni, oltre ai Mc Donald che io non mi ricordo. Ci piacerebbe che i boliviani, meraviglioso popolo, faccia queste scelte, ma temo che la catena sia stata battuta sul campo commerciale, piuttosto che sull’eticità dei menú. Ho visto le Cholitas vendere qualsiasi cosa commestibile (!!!) agli angoli delle strade e la gente comprare per pochi Bolivianos di che sfamarsi durante il giorno, senza che nessuno chiedesse la provenienza o l’origine del cibo.
    Catene di fast food diverse da McD. Se non prosperano comunque ci sono, con servizi eccellenti: menú diversificati, spazi gioco con animatore gratuito ecc ecc. Scusami, ma questo articolo mi sembra costruito per dare addosso a McD. Non che non se lo meriti, con le schifezze che ci propina e tutti gli altri problemi citati, ma l’assuno di partenza, che i bolivini abbiano boicottato, mi sembra un’assurdita’…..

  3. Non si può certo negare che essere battuti sul campo commerciale significa essere rifiutati dalla clientela, e dato che sono ben note le criticità politiche sollevate contro McDonald’s non è improbabile supporre che anche queste abbiano contribuito ad allontanare i boliviani dai Mc.
    Certo, non si sta parlando di una coscienza collettiva improvvisa che ha spinto da un giorno all’ altro tutti i boliviani al “boicottaggio”, è stato un processo lungo (ricordo che è da 10 anni che McKiller in bolivia è in rosso) e il messaggio più chiaro a mio avviso è che fermare questi meccanismi nocivi è la cosa più facile del Mondo: basta non contribuire.

  4. E’ un processo inevitabile, la gente di tutto il mondo inizierà ad aprire gli occhi su tutto e le consequenze si faranno sentire su ogni campo.

    Questione di tempo e succederà anche qui in Italia.

  5. Buon giorno! Questo post non poteva essere scritto meglio! Leggendo questo post mi ricorda il mio compagno buona vecchia stanza! Ha sempre mantenuto chiacchierare su questo. Io trasmettere la presente scrittura fino a lui. Abbastanza certo che avrà una buona lettura. Molte grazie per la condivisione!