La terra trema, tutto trema

20 Maggio 2012, meno pochi mesi secondo i Maya.

La terra trema nel Nord Italia perchè il Sud ha già tremato, l’ Italia trema, e tutto trema.
Trema la terra alle 4 di notte, le 3 secondo la questura; si contano sfollati, feriti e anche 6 morti, 7 secondo Repubblica.

Trema la terra e trema la sicurezza, quella dei lavoratori e degli operai, quelli morti sotto il tetto di un capannone che troppo costava mettere a norma e che ora è crollato sotto il peso della prima calamità naturale che è la negligenza umana. Continue reading

Scavare buche nelle montagne per uscire dalla crisi. Di Keynes, CGIL e #notav

L’ economista britannico John Maynard Keynes diceva che, in periodo di crisi, lo Stato dovrebbe pagare i disoccupati per scavare una gigantesca buca nel terreno e per poi riempirla. In questo modo i lavoratori avrebbero un salario e potrebbero spendere, si creerebbe dunque un commercio attorno alla buca ed infine l’economia potrebbe risollevarsi.
E dobbiamo ammettere che sarebbe stato difficile prendere più alla lettera questo consiglio di quanto ha saputo fare Susanna Camusso, che in una sua recente dichiarazione ha espresso la simpatia del sindacato rispetto il progetto TAV. Continue reading

Gli “Uroboro” del capitalismo: gli esempi di McDonald’s ed Ecosia

L’ Uroboro, detto anche Oroboro o Uroboros, è un antico simbolo utilizzato nell’ alchimia e nell’ ermetismo, raffigurante un serpente che si morde la coda, ricreandosi continuamente in uno strano anello, formando così un cerchio.
L’ Uroboro rappresenta la natura ciclica delle cose, l’ eterno ritorno della vita e della morte, e tutto ciò che trova il proprio inizio dopo aver raggiunto la propria (apparente) fine.

E’ vagabondando per il sconfinato mondo del web (e su segnalazione di un amica ecologista) che pochi giorni fa mi sono imbattuto in Ecosia, il motore di ricerca che si autodefinisce “ecologico”. Continue reading

“Elogio della Lentezza”, quando anche la poesia è #notav

Anche i neutrini l’ hanno capito: andare troppo veloce, a volte, non conviene.
Già non conviene andare in due ore da Torino a Lione, figuriamoci più veloce della luce.
Tuttavia pare che ad alcuni questo concetto non sia del tutto chiaro.
Non l’ hanno capito tanti speculatori, impazienti come non mai di bucare al più presto valli  e montagne per permettere a impazienti treni di trasportare fantomatiche impazienti merci che tanto hanno fretta di giungere precipitosamente nelle nostre case per essere velocemente consumate e celermente buttate nella spazzatura.
Perchè oggi “fast” è bello. Continue reading

Boicottaggio in Bolivia: McDonald’s chiude i battenti

Viene dal Sudamerica la notizia che fa tremare le gambe al colosso del fast food: in Bolivia, dopo 14 anni, McDonald’s chiude.
A causa della scarsissima affluenza che risentiva in questi ultimi tempi, anche gli otto ristoranti che erano aperti nelle grandi città di La Paz, Cochabamba e Santa Cruz hanno chiuso i battenti.
A nulla sono servite le massive campagne pubblicitarie contro il rifiuto da parte del popolo boliviano ad acquistare ancora prodotti alimentari nocivi per la salute e per la società.

Tante sono le accuse rivolte alla famosa multinazionale, a partire dai problemi salutari causati dall’ uso di grassi insaturi nelle fritture, per i quali la Corte Suprema della California ha condannato McDonald’s a pagare una multa di 8.5 milioni di dollari. Continue reading